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Progetto Casta Diva

​CONTATTI

Archivio Digitale di Conservatori, Accademie di belle arti e Università Italiani. Sito realizzato nel contesto del progetto Casta Diva: An International Research and Production Digital Platform on Women in Italian Musical Theatre finanziato dall’Unione europea - Next Generation EU, Missione 4 Componente 1, CUP: F31B23000450006.

Responsabile scientifico: Giovanni Albini

Istituzione Capofila: Conservatorio A. Vivaldi

Via Parma 1, 15121 Alessandria

+390131051500

 

Responsabile Scientifico Digital Hub: Paola Bertolone

Webmaster: ivan.paduano@uniroma1.it

Dipartimento PDTA Sapienza Università

Via Flaminia 72, 00197 Roma

+390649919006

 

Progetto casta diva conservatorio Como 1

CONSERVATORIO G. VERDI 

Como

Il Conservatorio di musica “Giuseppe Verdi” di Como, Istituto superiore di studi musicali inquadrato nell’area dell’Alta Formazione Artistica e Musicale (AFAM) del Ministero dell’Università e della Ricerca, nasce nel 1982 come sezione staccata del Conservatorio di Musica “Giuseppe Verdi” di Milano, acquisendo la propria autonomia nel 1996. Ha sede nella zona centrale della città, in via Cadorna, in uno storico edificio di impianto quattrocentesco, con ampliamenti che risalgono al Settecento e all’Ottocento. Il Conservatorio è una realtà consolidata sul territorio cittadino e provinciale come testimoniano i legami con le istituzioni universitarie e artistiche. L’attività dell’Istituto si propone sui tre ambiti fondamentali della formazione musicale: la didattica, la produzione e la ricerca. Le eccellenze del Conservatorio di Como partecipano ogni anno al Premio Nazionale delle Arti; alcuni studenti vengono periodicamente selezionati nell’organico dell’Orchestra nazionale dei Conservatori e nell’organico dell’Orchestra Sinfonica di Milano.  Il Conservatorio di Como individua come propria visione il credere nelle virtù della musica quali il principio di cambiamento, di acculturamento e di conoscenza di sé e degli altri, nel rispetto delle diversità di genere, del credo religioso e della provenienza geografica, per creare una comunità armoniosa e portatrice di valori condivisi nella consapevolezza dell’unicità della persona.

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Contatti:

Conservatorio G. Verdi di Como
Via Luigi Cadorna, 4 

22100 Como 
Tel: +39031279827
pr@conservatoriocomo.it
 


 

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TURANDA

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Il lavoro, iniziato dalla riscoperta del manoscritto di Turanda, ha come obiettivo la valorizzazione di questa opera andata in scena una sola volta al Teatro Alla Scala nel Carnevale del 1867.


L’interesse si focalizza intorno alla singolarità della figura femminile costruita da Antonio Bazzini: una giovane donna che, combatte sola contro tutti, un sistema sociale che la vorrebbe nient’altro che moglie e madre. Un’eroina d’opera, straordinariamente moderna rimasta per anni sepolta in una biblioteca.

 

Il progetto si articola in una serie di spettacoli, conferenze, concerti volti a una riflessione musicale, storica e filosofica sul ruolo del femminile nell’opera lirica, e sull’importanza di riportare alla luce testi perduti, che danno una luce diversa al repertorio usuale.

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NOTE DI REGIA

Il problema della società è una donna, il problema della donna è il suo utero.


Turanda è un’azione fantastica con radici lontanissime, che si fondono e confondono tra leggende indiane del primo secolo e la Commedia dell’Arte di italica memoria: tutte narrano di una donna straordinaria, capace in alcune versioni di combattere fisicamente molti uomini insieme, in altre invece di batterli per acume intellettuale.


Turanda è una ragazza straordinaria, non ancora una donna!


Una ragazza che vive in un mondo di uomini adulti, un mondo sociale e soprattutto religioso, costruito su regole millenarie in cui le donne – lo sappiamo bene – non accedono al potere, ma generano uomini, che prendono il potere.


La ragazza straordinaria si rifiuta di rientrare nell’ordinario, si rifiuta di essere semplicemente un mezzo di riproduzione per garantire la discendenza, rifugge l’idea di essere semplicemente... un utero con un corpo intorno.


Fino a qui tutto bene, sembrerebbe anzi che Bazzini e Gazzoletti fossero dei baluardi del femminismo ante litteram, uomini ottocenteschi con visioni da nuovo millennio, e invece no.


Turanda è una ragazza, è giovane e non ha mai conosciuto l’amore, anzi lo rifugge caparbiamente, ma quando lo incontra (l’amore) esso l’ammansisce, la cambia e - seppur a fatica - la vince: il romanticismo sembra sostituirsi al femminismo, il sentimento vincere sull’ideale.


A una prima cocente delusione, per non poter cavalcare Turanda, come un baluardo della parità di genere del diciannovesimo secolo, segue una meravigliosa epifania, scoprire cioè che Turanda racconta esattamente quello che siamo tutt∂: una geniale coesistenza di regole morali e cedimenti, di forti propositi razionali e insinuanti e seducenti crisi irrazionali, un crogiolo di forze e debolezze, di maschile e femminile, di contrari che si trasformano in complementari e viceversa.
 

Il teatro diventa un utero che partorisce una donna.
 

L’opera è la gestazione di una ragazza caparbia, che si trasforma in una donna complessa e compiuta, metafora dell’umanità che ancora oggi tutti vorremmo.

 

Stefania Panighini

LIBRETTO DI SALA

Before Turandot

Locandine

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Interviste

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Corriere della sera

Rai 5

Radio Popolare

La Turanda di Bazzini merita elogi

“Save the Date” del 30/11/2025 con Interviste a Vittorio Zago, Stefania Panighini e Bruno Dal Bon

 

“Rotoclassica” di sabato 06/12/2025 Con intervista al Direttore d'Orchestra Bruno Dal Bon

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Rai Radio 3

Rai Radio 1

Radio24

“Momus. Caffè all’opera” andata in onda su Radio3 con intervista a Stefania Panighini

“Musica Maestro” andata in onda su Radio24 con interviste a Vittorio Zago e Stefania Panighini

“Wannabe. Il futuro che vorrei” andata in onda su Radio1 con interviste a Stefania Panighini e Aziza Omarova

Prima esecuzione moderna

DICONO DI NOI

Notizie dall'Italia e dal mondo sulla rappresentazione di Turanda del Conservatorio “G. Verdi” di Como

Rai TGR Lombardia

Concertisti Classica

Pierachille Dolfini

L'opera di Antonio Bazzini andò in scena solo una sera al Teatro alla Scala il 13 gennaio 1867, l'esito fu infelice, se ne persero le tracce. Ora è il Conservatorio di Como a darle nuova vita.
 

Una scoperta che ha reso possibile la rinascita di un’opera dimenticata e il recupero di una pagina preziosa del melodramma italiano ottocentesco.

Un progetto, quello di Turanda, che è molto più di un semplice allestimento di teatro lirico o di un’operazione di recupero filologico

Connessi all'Opera

Scherzo

Opera Wire

Turanda, la ribelle ritrovata: l’opera di Bazzini rinasce dopo 150 anni al Sociale di Como 

Bazzini’s ‘Turanda’ Gets Major Revival 150 Years Later

Revive en Como la olvidada ópera ‘Turanda’ de Antonio Bazzini, el profesor de Puccini
 

MOB Magazine

I teatri dell'est

Fatti italiani

A como rinasce Turanda, l’opera dimenticata di Antonio Bazzini  
 

Il Conservatorio di Como presenta il primo allestimento in tempi moderni dell’opera ispirata alla commedia di Carlo Gozzi 
 

Il primo allestimento in età moderna di Turanda.  

Periodico Daily

Forum Opera

Mundo Clasico

 Turanda, una protagonista moderna nell’Ottocento 

Après Turandot, Turanda !
 

El Conservatorio de Como revive ‘Turanda’, la ópera olvidada de Antonio Bazzini