
L’opera lirica è piena di scene di seduzione. Potremmo dire che il canto stesso è una forma di seduzione. Ma, dalla metà del ‘600 alla metà dell’800 circa, esiste una particolare categoria di arie in cui soprattutto le donne danno la “ricetta” per affascinare gli uomini. E questa ricetta resta la stessa per quasi 200 anni: le armi di seduzione femminile sono gli occhi, la bocca, il riso, il pianto, i vezzi… in definitiva la finzione. Anche gli uomini ne sono consapevoli e spesso mettono in guardia gli altri uomini su questa vera e propria arte muliebre.
Soprattutto nella prima metà del ‘700 queste arie sono numerosissime e modulano questi ingredienti con infinite varianti e gradualmente passano dalle opere serie a quelle buffe. Alla costanza di questa ricetta corrispondono però significativi cambiamenti dello status femminile. Dal Barocco fino alla Rivoluzione Industriale questi cambiamenti sembrano rispecchiarsi nella tipologia di personaggi che li interpretano: prima le grandi seduttrici, poi le serve, infine le donne borghesi. “Le femmine d’Italia” ripercorre questi cambiamenti storici e culturali, con rigore e con un pizzico di ironia.
https://www.conservatoriovivaldi.it/evento/progetto-casta-diva-le-femmine-ditalia/


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