
Era l’anno 1993 e da soli cinque anni il Conservatorio di Cesena aveva ottenuto l’autonomia dal “G.B. Martini” di Bologna. Pur se annoverato tra i più piccoli conservatori d’Italia, quello di Cesena pianificò un coinvolgimento nell’opera lirica, che segnò una nuova visione operativa nel rapporto tra insegnamento e produzione musicale.
Fu l’allora direttore Giovanni Bartoli a convincere tutti che sarebbe stata una scelta sì gravosa ma lungimirante. I buoni risultati si evidenziarono ben presto: il primo titolo fu la farsa rossiniana L’inganno felice, a cui si sarebbero aggiunte, a partire dal 1996, una serie annuale di opere tra le più note. La Bohème, Rigoletto, La traviata, Il barbiere di Siviglia sono solo alcuni tra quei melodrammi realizzati con le scenografie a cura dell’Accademia di Belle arti di Bologna, attraverso una convenzione a tutt’oggi attiva.
Va detto inoltre che questi trent’anni hanno rappresentato l’occasione per il debutto di tanti giovani cantanti, alcuni dei quali (con nostra soddisfazione) sono oggi famosi, come Alberto Gazale, Mario Cassi, Edgardo Rocha e Carlo Vistoli. In rapporto alle iniziative future, si segnala che il Conservatorio “Maderna-Lettimi” è ora attivo sulle due sedi di Cesena e Rimini, potendo contare sulla disponibilità di due teatri di antica tradizione, il Bonci e il Galli, luoghi ideali per giovani che s’affacciano all’opera entro il percorso formativo del conservatorio.



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