
Juditha Triumphans: quando il Conservatorio diventa palcoscenico
Mettere in scena un'opera lirica all'interno di un Conservatorio non è cosa comune. Eppure, al Conservatorio "G. Puccini" di Gallarate è successo qualcosa di raro e potente: l'aula si è fatta teatro, il palco si è trasformato in azione viva, e gli studenti sono diventati protagonisti di un'esperienza che unisce musica, scena, gesto eprofessionalità in un unico atto di creazione. Juditha Triumphans di Antonio Vivaldi non è stata solo un progetto didattico, ma un'occasione unica per vivere l'opera da dentro, respirandone l'intensità artistica e sperimentandone la complessità teatrale. Sotto la direzione ispirata del maestro Riccardo Doni e la regia visionaria di Danilo Coppola, gli allievi del Conservatorio hanno potuto affrontare il repertorio barocco con strumenti musicali d'epoca, immersione stilistica e una reale messa in scena professionale. Un elemento straordinario è stato il coinvolgimento diretto della maestra Alessandra Visentin nel ruolo di Juditha: non solo una guida artistica, ma un'interprete con cui condividere il palco. Il coro, parte integrante del dramma come popolo e milizia, ha potuto dialogare direttamente con la protagonista, sperimentando quel tipo di verità teatrale che nasce solo dalla relazione scenica reale, dal respiro condiviso, dalla vibrazione del corpo e della voce nel tempo presente. Il coro, creato per l'occasione, è stato istruito e seguito con cura, coinvolgendo studenti provenienti da diversidipartimenti del Conservatorio. Questa formazione ha saputo interpretare con grande coesione e partecipazione il ruolo del popolo e dei soldati di Betulia, restituendo al dramma corale una dimensione autentica e teatrale, centrale per la costruzione dell'intreccio scenico e musicale dell'opera. In questo contesto si colloca l'esperienza intensa e significativa della giovane Marianna Cocco, studentessa del Conservatorio di Gallarate, che per la prima volta ha interpretato un ruolo protagonista in scena: Holofernes, coprotagonista dell'oratorio. "Il progetto Juditha Triumphans - scrive Marianna - ha rappresentato un'esperienza estremamente formativa. Grazie alla guida esperta del maestro Doni e alla collaborazione con musicisti specializzati, abbiamo approfondito la prassi esecutiva barocca, confrontandoci con strumenti d'epoca, tecniche storicamente informate e modalità di lavoro proprie del teatro musicale del tempo. Parallelamente, sotto la guida del regista Coppola, abbiamo esplorato anche la dimensione scenica dell'opera, in un percorso completo e coinvolgente. Condividere il palco con un'artista come Alessandra Visentin è stato per me motivo di profonda crescita artistica. I suoi consigli, la sua generosità e il suo esempio rimarranno per sempre parte del mio bagaglio professionale." Il progetto è stato inoltre sostenuto e accompagnato dal lavoro scientifico e artistico del M° Andrea Mastroni, la cui visione e competenza hanno garantito coerenza interpretativa, profondità musicologica e uno sguardo sempre attento alla crescita di ciascun partecipante. Il Conservatorio si è trasformato. Non è più solo luogo di studio: è diventato scena. Una scena attuale, pulsante, dove si pratica la musica come atto performativo, come arte viva. In un momento storico in cui si parla tanto di interdisciplinarità, di innovazione, di internazionalizzazione, il progetto Juditha Triumphans rappresenta una risposta concreta: qui la formazione artistica è un'esperienza integrale. Qui si cresce davvero come interpreti. Una delle studentesse del coro scrive: “Juditha ci ha insegnato cosa significa cantare vivendo un personaggio. Non ero più solo una voce, ma una presenza in scena, dentro una storia vera. Non dimenticherò mai la forza e l'energia condivisa in quelle settimane. È stato il mio debutto dentro l'opera.” Una prova, un progetto, una metamorfosi. Un'opera che ha cambiato il modo di vivere il Conservatorio.


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